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July 26 Industrial Boys at workFebruary 18 A 25 anni di distanzaThriller
Pubblicato il primo dicembre del 1982, l'album Thriller dell'omonimo Michael Jackson risulta l'album più venduto nella storia della musica , con 104 milioni di copie all'attivo dall'anno della sua pubblicazione, e in media vende ancora circa 500.000 copie all'anno. Vinse 27 dischi di platino e 1 disco d'oro
I singoli estratti dall'album (tra cui Billie Jean, Beat it, ed infine l'omonima Thriller) vennero accompagnati da video innovativi che mutano il concetto di video fin qui conosciuto. Un esempio di quanto detto è il cortometraggio Thriller, girato l'anno successivo l'uscita dell'album, dove Jackson con il regista John Landis realizzò quello che ancora oggi è definito il miglior video musicale della storia, un vero e proprio mini-film contornato da coreografie divenute celebri e prese ad esempio tutt'oggi da artisti e registi. Il regista JhonLandis è famoso per aver girato fil del calibro tipo The Blues Brother, Animal House e Un Lupo Mannaro Americano A Londra.
Il video di Thriller si fece notare anche per l'uso di effetti speciali, in uno dei quali Jackson si trasformava in zombie. Tutto ciò contribuì a lanciare Jackson ai vertici della musica internazionale.
Il video potete vederlo al seguente sito: http://www.youtube.com/watch?v=XDSojuMUJ50 La parodia del video musicale è presente anche nel film animato Final Fantasy: http://www.youtube.com/watch?v=fqEhFaBW4I8&feature=related In origine l'album doveva intitolarsi StarLight, ma in seguito il cantante scartò l'idea; al disco collaborarono anche altri artisti, tra cui Paul McCartney(The Girl Is mine) ed Eddie Van Halen ; la title track presenta un segmento recitato dalla voce del celebre attore horror Vincent Price. L'inquietante risata dell'attore alla fine del brano è stata campionata ed inserita in 911 Is A Joke, nota canzone dei Public Enemy. In occasione dei 30 anni di carriera di Michael Jackson, Thriller è stato riproposto in Edizione Speciale nel 2001, con 4 Bonus Tracks ed alcune interviste rilasciate. L'11 febbraio 2008 (l'uscita era prevista per novembre 2007 e negli U.S.A. sarà pubblicato il 12 febbraio) verrà commercializzato in occasione del 25° anniversario dell'album "Thriller" un CD ed un DVD con le tracce originali dell'album e alcune di queste tracce saranno remixate da alcuni artisti come Will.I.Am (la versione giapponese di "Thriller 25" conterrà anche "Got The Hots") e i 3 video estratti dall'album (Billie Jean, Beat it e Thriller) più il video di Michael Jackson di "Billie Jean: Live At Motown 25: Yesterday, Today and Forever". Lista tracce Album originale
Tracce extra, aggiunte nella Special Edition del 2001
Singoli Da questo disco sono stati estratti ben sette singoli tra cui un duetto con il beatle Paul McCartney e la track-disc Thriller a distanza di due anni dall'uscita dell'omonimo album.
November 11 Storia della musica pt.2Storia della musica
Grazie a vari amici,
questa sera mi ritrovo
ad ascoltar con gioia e passione
pezzi musicali che lasciarono e
lasciano ancor tuttora
un segno indelebile e un suono rieccheggiante
nel genere dance....
01 Supermode - Tell me why
02 Robert Miles - Children
03 Mylo - Drop the pressure 04 Eric Prydz - Call on me
05 Starlight - The supermen Lovers
06 Les Rythmes Digitales - Jacques your body
07 Roiksopp - Poor Leno
08 Tiga - You gonna want me
09 Daft Punk - Around the world
10 Felix da Housecat - Silver screen (Shower Scene)
Ascoltatele ad orecchie aperte....ma prima di tutto liberate la mente!!!
November 05 Storia della musica pt.1Storia della musica
In questa freddoso e nebbioso lunedi autunnale,
mi ritrovo ad ascoltar con gusto, con passione,
con amore, con felicità e con libertà di pensiero 7 singoli musicali che secondo me,
hanno reso fondamentale lo sviluppo e la crescita del genere dance e house.
01 Stardust - Music Sounds Better with you
02 Alex Gaudino - Destination Calabria
03 Deep Dish - Flashdance
04 Modjo - Lady
05 Spiller - Groovejet
06 Spacedust - Gym & Tonic
07 Arno Cost & Arias - Magenta
Ascoltate questi singoli....non ve ne pentirete...garantito!!!
October 27 Il cocktailCocktailUn cocktail è in genere una miscela di diversi liquori, con l'eventuale aggiunta di altri ingredienti come zucchero, frutta, ghiaccio, bevande non alcoliche. Per estensione, vengono chiamati cocktail anche bevande non alcoliche ottenute dalla miscela di diversi ingredienti (cocktail analcolico). Storia La parola cocktail appare per la prima volta nell'edizione del 16 maggio 1806 del Balance and Columbian Repository che ne dava la seguente definizione:
tradotto
La prima pubblicazione di una guida che includesse ricette di cocktail è del 1862: How to Mix Drinks; or, The Bon Vivant's Companion, del professor Jerry Thomas. Oltre alla lista delle solite bevande con mix di liquori, vi erano scritte 10 ricette che erano chiamate "Cocktails". L'ingrediente che differenziava i "cocktails" dalle altre bevande in questo compedio era l'uso degli amari, anche se questo tipo di ingrediente non si trova oramai quasi più nelle ricette moderne. Durante il Proibizionismo negli Stati Uniti (1919-1933), quando il consumo di alcool era illegale, i cocktail erano comunque bevuti negli "speakeasies". Durante questo periodo la qualità dei liquori era scadente rispetto ai periodi precedenti, per questo motivo i baristi tendevano a mescolare i liquori con altri ingredienti. Proprio durante questo periodo si fanno risalire le prime vere raccolte di ricette per cocktail dell'era moderna, soprattutto in Europa, con le 900 recettes de cocktail di Torelli nel 1927 a cura di Torelli (un barman di Parigi) e il The Sailoy Cocktail inglese del 1931. Anche cinema e letteratura hanno contribuito al successo dei cocktail. EtimologiaCocktail Flambè
L'etimologia del termine cocktail non è chiara, esistono tuttavia diverse ipotesi sulla sua origine:
ClassificazioneLa classificazione viene fatta in base a:
Quest'ultima risulta la più utilizzata ed è divisa in:
Pre dinnerVengono serviti come aperitivi, dal latino aperire (aprire); molti sono caratterizzati dalla proprietà di stimolare la salivazione e, di riflesso, l'appetito. Salvo eccezioni sono caratterizzati dalla prevalenza di aromi amareggianti. In Italia vengono spesso supportati da stuzzichini di contorno. After dinnerServiti dopo cena non devono essere confusi come dei digestivi ma come finale morbido ad un pasto, caratterizzati da:
Tutte le oreSi servono in ogni momento, sono caratterizzati da:
TipologieLe tipologie di cocktail che troviamo sono:
Cuba libre
SUCCO DI 1/2 LIMONE 5 CL. (3 CUCCHIAI) DI BACARDI 12 CL 81/2TAZZA) DI COCA COLA UNA FETTA DI LIMONE |
| Struttura | Distillato |
|---|---|
| Neutra | |
| Parzialmente caratterizzata |
|
| Fortemente caratterizzata |
Il colorante
Il colorante è l'elemento che arricchisce il ventaglio olfattivo e gustativo, liquori o creme sono generalmente quelli più usati che danno profumo e gusto.
| Grado zuccherino | Liquore |
|---|---|
| 180 g/l |
|
| Grado zuccherino | Crema |
| 220 g/l |
|
L'aromatizzante migliora il colore e la piacevolezza della bevanda, è un soft drink come cola, tonica, sciroppi, frutta. Nel cocktail ne influenza l'aspetto visivo ed il gusto.
Stile
Lo stile del barman può essere:
Il primo si riferisce ad un barman "casalingo"; il secondo ad un barman compito come potrebbe esserlo quello di un albergo a cinque stelle; l'ultimo ad un modello di bartender americano, il cui scopo è far da bere ad un buon livello "divertendosi" con simpatici movimenti, che possono risultare coreografici ad occhi inesperti, ma anch'essi finalizzati alla costruzione del cocktail. Il flair, sostanzialmente, si distingue in 2 tipologie: il Working Flair e l'Exibition Flair. Il primo è quello caratterizzato da pochi ma essenziali movimenti, piu che altro pratici e finalizzati alla preparazione di uno o più cocktail simultaneamente e, al contempo, distrarre ed intrattenere il cliente. L'Exibition, come dice la parola stessa, è un'esibizione vera e propria, dove i riflettori sono puntati sul barman per alcuni minuti: il bartender esegue veri e propri numeri acrobatici con le bottiglie per giungere alla fine alla realizzazione di un cocktail. Esistono competizioni su scala mondiale di questa disciplina.
Nella tecnica definita "italiana" gli ingredienti sono indicati in decimi, ciò permette di realizzare le quantità necessarie in base al numero dei consumatori.
Nella tecnica definita "americana" gli ingredienti sono indicati in once (oz), ciò permette di avere dosi più precise per ogni drink.
Aperitivo
Con aperitivo si intende l'usanza di ritrovarsi prima della cena per consumare stuzzicchini e cocktail solitamente analcolici o a contenuto alcolico non troppo elevato.
Con il termine aperitivo si intende anche, per estensione, il cocktail stesso che si consuma prima del pasto. I più diffusi in tal senso sono il Pirlo, lo Spritz, il Campari o il Rossini.
La moda dell'aperitivo è ormai ben radicata in tutta Italia già da diversi anni, e si sta diffondendo anche in altri paesi, quali la Svizzera, Francia, Austria, Slovenia, Croazia e Germania.
L'aperitivo stimola l'appetito
Molti medici hanno dimostrato che l'aperitivo stimola l'appetito per questo viene bevuto prima dei pasti. Questo liquido, apre lo stomaco e lo prepara ad una buona digestione.
Cenni storici
L'uso dell'aperitivo era già diffuso in diverse città d'Italia negli ultimi anni del 1800, legato alla moda dei caffè che erano particolarmente attivi in centri quali Milano, Torino, Firenze, Venezia, Roma, Napoli.
L'aperitivo a Milano
L'aperitivo a Milano è un rito che si diffonde maggiormente negli anni Venti del XX secolo, quando era consuetudine riunirsi prima di pranzo e prima di cena per bere un aperitivo o un bicchiere di vino. I locali del centro città erano i più frequentati; il Camparino in Galleria Vittorio Emanuele II, all'angolo con Piazza Duomo, si può considerare come il progenitore dell'aperitivo meneghino.
Lì infatti venivano serviti insieme ai cocktail a base di Campari anche stuzzichini e altri cibi freddi di accompagnamento alle bevande. Fu imitato in seguito da parecchi altri bar, tra cui la famosa Terrazza Martini, nel grattacielo dall'altro lato di Piazza Duomo.
Per decenni il rito dell'aperitivo rimase invariato con pochi cocktail e sostanzialmente patatine, olive e tramezzini come offerta ai clienti. La svolta avvenne con l'introduzione a Milano dell'happy hour, un rito nato negli Stati Uniti negli anni Settanta, che arrivò a Milano nei primi anni Ottanta. Nei paesi anglosassoni l'happy hour prevedeva 1 o 2 ore in coincidenza con l'orario dell'aperitivo serale in cui tutte le bevande costavano la metà.
A Milano nella prima metà degli anni ottanta la svolta giunse per merito di due distinti fenomeni; da un lato l'apertura del Cap St. Martin di Vinicio Valdo, "re dell'aperitivo milanese", che rivoluzionò il concetto di bancone proponendo un profluvio di pizze, focacce, verdure e quant'altro. Dall'altro, l'apertura della catena di locali del Tropico Latino, che proponeva una formula in cui il locale poteva essere sfruttato indifferentemente come bar, ristorante, o tutt'e due le cose insieme. Il Tropico Latino introdusse anche cibi caldi di cucina Tex-Mex all'orario dell'aperitivo, ma a pagamento. Alcuni bar imitarono il Tropico Latino, che stava registrando un successo clamoroso, ma offrirono i piatti caldi senza farli pagare.
Tra i bar che imitarono il Tropico Latino ci furono il Baghdad Cafè, il Juleps, il Red Sea e molti altri. Proprio il Baghdad Cafè, tuttora attivo, fu uno dei primi a offrire risotti, pastasciutte e piatti di carne.
Nel giro di un anno, i locali che offrivano la possibilità di pasteggiare con antipasti, primi piatti e secondi piatti si diffusero in tutta la città e in particolare nei quartieri storici della night-life ambrosiana: Navigli, Brera, Corso Como.
Con l'arrivo degli anni novanta, si può dire che in quasi tutti i bar di Milano l'aperitivo prevedeva l'opportunità di mangiare praticamente gratis e di bere a metà prezzo. Circa a metà degli anni Novanta scomparve quasi ovunque l'happy hour, e tutti le bevande tornarono a prezzo pieno, ma aumentarono ancor di più i piatti di ogni genere serviti agli orari dell'aperitivo. Pochi locali hanno scelto di far pagare anche il cibo, mentre altri, sempre in numero risicato, concedono la possibilità di riempire un piatto di cibo solo una volta per consumazione. Questo anche per dare un limite ai gruppi di giovani che altrimenti hanno la possibilità di cenare gratuitamente in questi locali.
Nel resto d'Italia l'aperitivo si è diffuso a macchia di leopardo. Cominciò ad essere servito in alcuni locali di Genova, tra cui il Sulfureus, il Baretto e Cavo, di Torino, di Firenze dove ad oggi tutti i locali offrono vari e ricchi buffet.
Al Nord è ben diffuso in tutte le città della Lombardia, nelle province ad essa confinanti, e anche in molte località sciistiche delle Alpi, è comunque ormai usanza largamente diffusa in tutto il centro Italia. A Torino, Genova, Verona e Bologna ci sono diversi locali, alcuni dei quali storici, che da anni offrono un aperitivo in grande stile.
In Friuli-Venezia Giulia e nella maggior parte del Veneto si continua invece a seguire il rito dell'aperitivo secondo le tradizioni locali, con ottimi vini e pochi stuzzichini.
Attualità
Va registrato come il rito dell'aperitivo sia diventato ormai dalla seconda metà degli anni Novanta una moda costosa, con l'apertura di alcune decine di locali in zone raffinate, con arredamenti lussuosi, superfici sterminate, selezione all'ingresso, buffet ricchissimi. I prezzi, saliti di concerto al diffondersi della moda hanno reso l'aperitivo un'abitudine costosa in quanto tale, tuttavia molti considerano un ricco aperitivo un degno sostituto di una cena ad un prezzo molto più ragionevole. Anche questo fattore contribuisce a diffondere la moda.
Con gli anni è pure cambiato il tipo di cocktail più richiesto e si è formata una "moda del bere". Se a metà anni Ottanta si bevevano ancora Long Island Ice Tea, Whisky con ghiaccio, Campari con il bianco (localmente un tempo chiamato anche mez-e-mez, cioè "mezzo e mezzo", oppure "un campari in due") , Bloody Mary e pochi altri cocktail, intorno al 1987/1988 si affermarono i cocktail sudamericani, portati alla ribalta dal Tropico Latino, e dalla sua prima barista: l'argentina Irma (che oggi gestisce con successo, sempre a Milano, il Paso de los Toros).
Si diffusero in meno di un anno i Daiquiri, le Tequila di vario genere, i Margarita e altri cocktail di centro-sud America. Nei primi anni Novanta diventarono di moda i cocktail a base di Vodka, seguiti pochi anni dopo dall'